Travel Italia DIALOGO NEL BUIO A MILANO: UN PERCORSO SENSORIALE DAVVERO UNICO

DIALOGO NEL BUIO A MILANO: UN PERCORSO SENSORIALE DAVVERO UNICO

Vado a Milano almeno una volta all’anno e ogni volta scopro qualcosa di unico. Nei miei vari post su questa città ho parlato di percorsi e luoghi da visitare, questa volta invece vi parlo di un luogo da “non vedere”.

Dialogo nel Buio sulla carta è una mostra, in realtà è un’esperienza sensoriale che vi sconvolgerà.

LA STORIA

Dialogo nel Buio nasce a Francoforte nel 1988, dall’idea di Andreas Heinecke , che dopo anni di assistenza a persone non vedenti o ipovedenti ha deciso di organizzare un percorso totalmente al buio per avvicinare tutti gli altri a questo mondo così diverso.

Da una mostra evento, Dialogo nel Buio è diventato un prodotto sociale presente ora in più di 100 città e in 36 paesi al mondo, tra cui Europa, Canada, Israele, Giappone, Messico e Brasile.

IL PERCORSO SENSORIALE

Ma di cosa si tratta questa esperienza? E’ un vero e proprio percorso, che si svolge totalmente al buio guidati da guide non vedenti o ipovedenti.

I visitatori vengono suddivisi in piccoli gruppi di 8 persone, che impareranno a conoscersi pur senza vedersi. Viene dato ad ognuno un bastone per ciechi, uno strumento strano che diventa una piccola ancora di sicurezza, soprattutto all’inizio.

In questo percorso, i visitatori devono utilizzare e lasciarsi guidare da tutti i sensi, tranne che la vista. Scoprire così come camminare in città lasciandosi trasportare dall’udito e dal tatto, come acquistare la frutta al mercato grazie ai sensi dell’olfatto e del tatto, come gustare un caffè al bar insieme ad un amico, guidati dal gusto, dall’olfatto e dall’udito.

Può sembrare banale, eppure nel momento in cui si passa dalla luce fuori alla totale oscurità all’interno di quel luogo ci si sente spaesati, disorientati. La voce della guida, calma e rassicurante, è la cosa che più vi guiderà all’inizio. Pian piano però vi accorgerete che gli altri sensi inizieranno ad acutizzarsi, sembra assurdo ma il corpo si abitua abbastanza in fretta a quell’oscurità, vi sentirete più sicuri e più “adeguati” e inizierete anche a divertirvi.

Man mano che si passa da un luogo all’altro, la guida vi lascerà qualche minuto per capire dove vi trovate: in città vi troverete a dover attraversare un incrocio molto trafficato, al mercato potrete decidere se acquistare frutta, verdura, lenticchie o fagioli, vi troverete in campagna, vicino ad un ruscello e a un piccolo ponte da attraversare, e così via…

L’ultima tappa del percorso è il bar. Un bancone dove ordinare e pagare, dei tavolini dove sedersi tutti insieme e gustare un caffè, un succo o un pasticcino. Sempre al buio, sempre e solo lasciandosi guidare dagli altri sensi. E scoprirete così, che senza vedere, il caffè ha un gusto più intenso e riuscire a cercare i soldi giusti per pagare utilizzando solo il tatto, sarà una piccola grande conquista.

DIALOGO NEL BUIO IN EUROPA E NEL MONDO

Come dicevo, oggi Dialogo nel Buio (Dialogue in the dark) è un prodotto sociale organizzato, promosso e sostenuto dalla Dialogue Social Enterprise in tutto il Mondo. Dall’Egitto al Sudafrica, da Shangai a Tokyio, da Buenos Aires a Houston, da Parigi, Londra, Francoforte a Mosca. Per scoprire di più, andate sul sito ufficiale: Dialogue in The dark.

DIALOGO NEL BUIO IN ITALIA

Dialogo nel Buio arriva in Italia per la prima volta, come mostra temporanea, a Palazzo Reale di Milano da ottobre 2002 a febbraio 2003. La mostra ha avuto un successo inaspettato, più di 30 mila visitatori in pochi mesi. Questo successo convince tutti ad allestire la sede all’interno dell’Istituto Ciechi di Milano. Viene inaugurata nel 2005 e nei primi due anni registra ben 110 mila presenze.  Sempre a Milano, un percorso in piccolo, è stato allestito anche all’interno del Padiglione Italia all’EXPO 2015.

Oggi Dialogo nel Buio oggi è anche Torino, Genova e Roma.

GLI EVENTI ORGANIZZATI A MILANO

Oltre alla mostra, l’Istituto ciechi collegato al percorso Dialogo nel Buio organizza vari eventi come:

  • Aperitivo al buio: un breve percorso accompagnati dalla guida non vedente, fino ad arrivare al bar dove potrai accomodarti al tavolo per vivere la magia del buio fra cocktail, stuzzichini e musica.
  • Cena al buio: l menù non si conosce se non quando arriva il piatto e il profumo incomincia a stuzzicare l’olfatto, poi attraverso la posata si inizia a sentire la consistenza e finalmente la scoperta attraverso il gusto!
  • Teatro al buio: delle vere e proprie rappresentazioni immersi nell’oscurità, dove le voci, i rumori, i suoni si fanno più vividi e toccano le corde emotive più profonde del pubblico.

COME ARRIVARE A DIALOGO NEL BUIO A MILANO

Dialogo nel buio a Milano si trova all’interno della sede dell’Istituto Ciechi di Milano, in via Vivaio 7. Come arrivare:

  • Metro Linea 1, fermata San Babila e Palestro
  • Autobus: Linee 54, 60, 61, 94
  • Tram: 9, 19
  • Parcheggi: Via Mascagni e Viale Majno.
  • A piedi dal Duomo seguendo uno dei percorsi a piedi che abbiamo scritto nel post.

LA MIA ESPERIENZA

Ho scoperto Dialogo nel Buio attraverso una brochure per la scuola e dopo pochi mesi ho organizzato una giornata a Milano. Ci ho portato mia cugina e quello che a quel tempo era il ragazzo che frequentavo e che ora è mio marito. Alla fine del percorso, quando siamo usciti alla luce e pian pianino siamo ritornati in Piazza Duomo, non ci siamo detti niente per parecchio tempo. Ognuno ha ripensato e rivissuto dentro di sé l’intera esperienza. Solo dopo, quando ormai avevamo ripreso a camminare tra la gente come avevamo sempre fatto, abbiamo iniziato a parlare.

La paura di essere immersi dall’oscurità è stata la prima emozione che ha travolto tutti e tre, la presenza rassicurante delle guida è stata fondamentale, il lasciarsi guidare dalla sua voce e dalle sue mani in molti momenti, quei suoni così acuti in alcuni momenti, quelle gocce d’acqua che sentivamo ma non sapevamo da dove scendevano, quel ponticello sospeso e traballante, quella sensazione di sentirsi persi eppure la bellezza di sentire i profumi così intensi, di immergere le mani per capire se stavamo toccando le lenticchie o i fagioli. Ancora oggi dopo anni i miei ricordi di quell’esperienza sono vividi e le emozioni ancora forti. Ogni volta che posso consiglio questo luogo e spero un giorno di fare questa esperienza anche con i miei alunni.

Se volete approfondire la visita a Milano vi lascio alcuni post di approfondimento:

Roberta
Calabrese di nascita, emiliana di adozione. Se si potessero studiare i miei geni si troverebbe qualcosa di legato ai viaggi. Per anni viaggiare era un modo per evadere da una vita che mi stava stretta: "a chi mi domanda la ragione dei miei viaggi rispondo che so bene quel che fuggo ma non quel che cerco." Adesso viaggio perché ho un continuo bisogno di scoprire, esplorare, conoscere, assaggiare. Amo viaggiare e scrivere, e poi di nuovo viaggiare e scrivere, senza sosta. Benvenuti nel mio piccolo mondo di viaggi, esperienza e vita!

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