Disavventure in viaggio ad Edimburgo

Chi di voi non ha mai avuto una disavventura in viaggio alzi la mano! Noi non possiamo farlo, perché collezioniamo avventure e disavventure, che amiamo raccontare appena rientrati dal viaggio. Anzi la maggior parte delle volte partiamo proprio dalle disavventure. Pensando a questo mi sono accorta che non ho ancora raccontato le nostre disavventure ad Edimburgo!

In altri post vi ho parlato del navigatore che elimina varie nazioni e ci vuole far circumnavigare l’Europa per raggiungere la Germania (leggete qui tutta la storia) o dei freni del Berlingo che tirano le cuoia in Croazia (qui il post completo)… Ora tocca ad uno degli ultimi viaggi: Edimburgo!

Partiamo fin da subito con un po’ di adrenalina. Per chi non lo sapesse, all’aeroporto di Bologna quelli che partono per la Gran Bretagna devono passare il controllo passaporto, come  tutti quelli che vanno fuori dall’Europa. Perché? Sinceramente non ne ho idea. Fatto sta che, nonostante Marco ed io siamo i tipi che partono sempre in largo anticipo, quando arriviamo agli imbarchi ci troviamo di fronte una fila lunghissima per questo dannato controllo del passaporto. Avete presente una di quelle file che non scorrono mai, mentre la lancetta dell’orologio inizia a correre come il vento? Ed io che sono giusto un po’ ansiosa, controllo l’orologio, riguardo l’orario del volo, mi sporgo dalla fila per capire perché non va, chiedo alle hostess di terra se è proprio necessario tutta sta trafila e mi viene anche l’ansia che la carta d’identità non basti, quando so benissimo che basta eccome (mi ero già lungamente informata). La mia ansia ovviamente non mi aiuta a sveltire i controlli e quando finalmente riusciamo a passare al di là facciamo una corsa contro il tempo fino al gate che stava per chiudere. E per la prima volta provo la sensazione di salire all’ultimo secondo su un aereo… che nei film fa tanto figo e nella realtà non lo fa per niente.

Una volta seduta sono già sudata e accaldata, ma la vacanza sta iniziando quindi va bene tutto!

Atterriamo all’aeroporto di Edimburgo circa all’ora di pranzo, siamo felici e affamati. Ci sediamo in un pub ristorante proprio lì all’aeroporto e iniziamo già a scattare foto… al numerino che c’è sul tavolo, ad esempio, che noi non avevamo notato e che però ci chiedono alla cassa prima di fare l’ordinazione… “quale numero del tavolo?”.

Io parto alla grande con Fish&Chips (che adoro!), Marco con Hamburger e boccali di birra. Finito il nostro primo pranzo scozzese ci dirigiamo verso la città. All’uscita dall’aeroporto il bus che ci porterà in città è già lì pronto a partire… che fortuna! Abbiamo già fatto un bel po’ di strada e io ho una voglia matta di fotografare le villette a schiera che sembrano tanto Privet Drive… fotografare uguale macchina fotografica. Dov’ è la macchina fotografica?

Alla mia domanda sia io che Marco andiamo nel panico! È rimasta appesa alla sedia nel pub dell’aeroporto! Una macchina fotografica da 400 euro! L’unica cosa che ci siamo regalati per il nostro matrimonio! Inutile dire che io non ero in ansia, di più… panico assoluto!

Abbiamo giusto qualche minuto per riprenderci dalla botta non indifferente, poi scendiamo alla fermata (proprio nel quartiere uguale a Privet Drive), riprendiamo il bus per l’aeroporto e una volta lì Marco fa un respiro profondo e va al pub… Io rimango fuori ad aspettarlo, con le valigie ai piedi e l’umore sottoterra.

Dopo 10 min che sembrano anni, scende dalle scale mobili con una faccia sconsolata che perde appena incrocia il mio sguardo e si trasforma in un sorriso a 32 denti, neanche fosse lo stregatto di Alice nel paese delle meraviglie. Il tipo del pub ha voluto sapere ogni particolare del borsello e della macchina fotografica prima di ridargliela. Pare che i signori che si sono seduti dopo di noi al tavolo l’hanno trovata e portata subito ai camerieri, che l’hanno custodita per circa un’ora, per poi ridarcela sana e salva.

Io ancora non ci credo e sono super convinta che se ci fosse successa la stessa cosa in un qualsiasi aeroporto italiano non avremmo avuto la stessa fortuna.

Dopo questa bella dose di ansia e adrenalina inizia il nostro Week end ad Edimburgo… una delle città più belle d’Europa!


Se volete approfondire la visita a Edimburgo vi lascio alcuni post di approfondimento:

Roberta
Calabrese di nascita, emiliana di adozione. Se si potessero studiare i miei geni si troverebbe qualcosa di legato ai viaggi. Per anni viaggiare era un modo per evadere da una vita che mi stava stretta: "a chi mi domanda la ragione dei miei viaggi rispondo che so bene quel che fuggo ma non quel che cerco." Adesso viaggio perché ho un continuo bisogno di scoprire, esplorare, conoscere, assaggiare. Amo viaggiare e scrivere, e poi di nuovo viaggiare e scrivere, senza sosta. Benvenuti nel mio piccolo mondo di viaggi, esperienza e vita!

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Comments

  1. Mamma che ansia! Dopo una mattina così sarei svenuta appena arrivata in albergo
    Spero che il resto della vacanza sia andata meglio, e non vedo l’ora di leggere le prossime puntate!

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