Safari in Sudafrica: Diario di viaggio

Quando pensavo a dove andare in viaggio di nozze di una cosa ero certa: volevo fare un safari in Africa! Il Sudafrica è stata una scelta difficile, subito pensavo all’Africa Centrale, come Kenya e Tanzania, poi ci siamo lasciati consigliare dall’agenzia viaggi e ci siamo decisi!

In effetti è vero quello che si dice, il Sudafrica offre tantissimo, è uno stato ricco di posti da visitare ed esperienza da fare. Si passa da città come Cape Town, a on the road paesaggistici come la Panorama Route, lo spettacolo dell’Oceano nella Penisola del Capo, fino ovviamente ai safari nel Kruger National Park.

Noi per il nostro viaggio, abbiamo scelto di prendere una macchina a noleggio e organizzare noi il viaggio,scegliendo le varie tappe. Ma per il safari abbiamo scelto di farlo in una riserva, precisamente il Moditlo River Lodge Game Reserve.

Raggiungerlo era abbastanza facile, partendo dallo Mpumalanga bastava seguire la R40, sempre dritto! Non dovevamo fare altro che guidare, lasciarsi incantare dalla natura tutto intorno “tra intervalli di vento e terra rossa”.

Lungo la R40 in Sudrafrica
Lungo la R40 in Sudrafrica

Queste le mie parole scritte sul diario di viaggio:

Arrivare alla riserva non dovrebbe essere difficile, basta seguire la R 40 e non fermarsi! La strada rispecchi la vera Africa: villaggi arroccati, bancarelle, donne e bambini per strada, colori e profumi a cui Marco non riesce a resistere.

Eh già, il caro marito infatti pensa bene di fermarsi in uno di quei villaggi, fatti di baracche che incontriamo sul limitar della strada. Non ha ancora bevuto il caffè e decide di fermarsi e prenderlo in una delle tante bancarelle. Io ovviamente sono scettica, ma lui non si smuove e con la sua tranquillità mi dice: profilo basso e vedrai che neanche ci notano. Gli unici due bianchi in un intero villaggio di neri, due gocce d’acqua in un mare di petrolio. Con i nostri cappellini, zainetto e super macchina fotografica al collo, ovviamente abbiamo attirato l’attenzione di tutti, che per un nanosecondo si sono fermati a guardarci e poi subito dopo hanno ripreso le loro cose.

Villaggi incontrati lungo la R40 in Sudafrica
Villaggi incontrati lungo la R40

Dopo quella strana fermata lungo il nostro viaggio scrivevo così:

L’Africa non è per tutti uguali, ognuno di noi la vede con occhi diversi. I miei occhi hanno visto quella gente, quei vestiti, quel cibo tra le bancarelle così diverso e normale, il sorriso dei bambini, lo sguardo di chi sa che noi vediamo, osserviamo ma non capiamo e non capiremo mai.

Dopo quella sosta non parliamo per un po’ e non ci fermiamo più. Arriviamo facilmente al Moditlo e siamo già eccitati per quello che ci aspetterà! Arriviamo all’ingresso della riserva e le indicazioni per raggiungere il lodge sono abbastanza chiare: destra, dritto destra. Facile! Eppure io non sono per niente convinta. La strada sterrata ci porta sempre più dentro il Bush, attraversiamo spiazzi, ponti, e stradine strette, solleviamo terra e polvere, vediamo Impala, Pumba (il facocero) e ad un certo punto ci attraversa la strada un intero gruppo di Gnu. Siamo ovviamente affascinati eppure dopo 15 minuti di strada sterrata, nessuna ombra di umani o simili!

Il nostro safari improvvisato: gli Gnu!
Il nostro safari improvvisato: gli Gnu!

Ovviamente la Calabretta fifona inizia a dubitare e mi convinco che abbiamo sbagliato strada. Solitamente ho un buon senso dell’orientamento e convinco il marito a tornare indietro! Ma anche tornando indietro non riesco più a capire le direzioni che ci avevano dato! Riprendiamo la strada di priva, gli Gnu non ci sono più ma noi dopo un po’ finalmente vediamo una freccia che indica il lodge! Non so come, ma ce l’abbiamo fatta!

L’accoglienza è perfetta: salviettina rinfrescante, succo di frutta e trasporto bagagli nel nostro bungalow, il numero 1 con tanto di doccia interamente vetrata che affaccia sul bush!

Siamo totalmente immersi nella natura e non riusciamo a crederci! Mentre ci accompagnano verso la nostra stanza ci spiegano le

Le regole del Lodge:

di giorno possiamo uscire e muoverci da soli nel lodge, sempre però camminando sulla passerella, di notte solo accompagnati. Ci avvertono che ci sono “a lot of snake” e ci fanno subito vedere il pulsante rosso da schiacciare in caso di animali in camera! Il personale che ci accompagna ci racconta con molto entusiasmo che la nostra è una delle stanze più belle del lodge (siamo in viaggio di nozze), tanto che proprio di fronte a noi fino a qualche giorno prima c’erano due “cita” che sonnecchiavano sotto un albero!

Siamo in una riserva del Kruger National Park, che vuoi che siano due scimmie! Questo è stato il nostro pensiero!

Il primo safari in Sudafrica!

La sera stessa facciamo il nostro primo safari in questa riserva del Kruger! Inutile dire che siamo super eccitati. Ci vestiamo abbastanza, almeno così pensiamo. Prima di partire avevo letto un bel po’ di diari di viaggio sui safari e tutti descrivevano un gran freddo durante i safari… ci sembra strano ma non rischiamo!

Sulla jeep siamo in 4: Marco, io e una coppia di ragazzi austriaci, molto simpatici e che ritroveremo poi anche come compagni di tavolo a cena e nei giorni successivi. Ad accompagnarci c’è un Driver e una Vedetta seduta su un seggiolino posto sulla parte anteriore della jeep.

La nostra vedetta

Ore 17:00 inizia l’avventura tra Impala (detti McDonald perché ce ne sono tantissimi e dappertutto), Nyala, Kudu, Gnu, Pumba e le Giraffe! Già alla vista della prima giraffa io stavo per piangere… adoro le giraffe, la loro altezza, la loro eleganza, il portamento fiero e quegli occhi curiosi che ci guardano dall’alto.

Safari in Sudafrica: le giraffe
Le giraffe: l’anima più elegante della Savana

L’ho sempre detto e lo dirò sempre: nella mia prossima vita sarò una giraffa!

Il safari continua alla ricerca di una famiglia di Rinoceronti.La jeep sfreccia in mezzo al Bush, tra allegria e risate. Alla fine riusciamo a trovarli: 3 Rino! Dal mio diario:

Ci avviciniamo, forse un po’ troppo… uno dei tre, il più grosso, forse il maschio, ci tiene d’occhio e si avvicina. Siamo impietriti, tratteniamo il fiato. I due ranger si parlano con lo sguardo. Il rinoceronte sbuffa, ha gli occhi rossi. Lui aspetta che gli altri due siano al sicuro, noi aspettiamo non so bene cosa. Poi la sentinella fa un cenno e il driver accende la jeep. Al rompo del motore il rinoceronte scappa e noi ricominciamo a respirare!

Safari in Sudafrica - i rinoceronti
Un gruppo di Rinoceronti

Dopo questa scarica di adrenalina ci fermiamo per una sosta sulle rive del lago, ben distanti dagli ippopotami che però riusciamo a vedere con il binocolo. Lo sapete che gli Ippopotami sono degli animali molto pericolosi per l’uomo?  Sono molto aggressivi, territoriali e odiano essere disturbati, per questo attaccano l’uomo e visto la loro stazza fanno molte vittime. Per questo non ci avviciniamo al loro habitat e ci limitiamo a scorgerli con il binocolo, mentre il sole tramonta e ci lascia senza fiato!

Nel Bush il buio cala presto, quindi ci rimettiamo in marcia e continuiamo il nostro safari. Il nero è talmente intenso che copre addirittura la luce dei fari e della torcia che la vedetta utilizza per illuminare e cercare animali. Animali che solo loro riescono a vedere… evidentemente la loro vista si è adattata a quel buio, mentre i nostri occhi abituati all’inquinamento luminoso fanno fatica ad abituarsi. Io sono totalmente affascinata dalle stelle sopra la nostra testa: stelle e costellazioni sconosciute, tranne per la Croce del Sud che riesco a distinguere senza problemi!

Dopo aver scovato un piccolissimo Camaleonte in quel buio, rientriamo nel lodge e ceniamo, poi tutti a nanna, alle 4:30 suona la sveglia!

Un piccolo camaleonte nel buio del bush!
Un piccolo camaleonte nel buio del bush!

Wake up call e secondo safari.

Ore 4:30 uno dei ragazzi del lodge bussa alla nostra porta e urla “Wake up call!”. Ecco la nostra sveglia e il nostro secondo giorno nel cuore del Sudafrica può iniziare.

La mattina fa davvero freddo, ci mettiamo addosso di tutto di più eppure ci manca il cappellino di lana! Ci l’avrebbe mai detto! Da subito in contatto con le altre jeep, andiamo alla ricerca dei Re della Foresta! Dopo poco li troviamo: un leone e quattro leonesse ci attraversano la strada e si dirigono sotto un grosso albero, illuminato dall’alba, a riscaldarsi dopo il freddo della notte e a riposarsi.

Safari in Sudafrica: i leoni
La vista dei leoni lascia senza fiato!

Dopo migliaia di foto, salutiamo i leoni con difficoltà e ci dirigiamo alla ricerca di Citah con un grande entusiasmo, che ovviamente non capiamo!

La jeep sfreccia tra gli arbusti del Bush, il nostro Driver è un po’ folle ma tanto simpatico. Stamattina non c’è la vedetta sulla nostra jeep, ma la ragazza austriaca è una sostituta perfetta. Ad un certo punto inizia ad urlare: citah citah! Il driver inchioda e sotto un albero vediamo due bellissimi ghepardi che sonnecchiano! Citah uguale ghepardo! Ecco svelato il mistero!

Safari in Sudafrica - Ghepardo
Una meraviglia chiamato Ghepardo!

Non ci basta vederli dalla jeep, il driver è tranquillo e convinto che siano sazi quindi ci invita a scendere dalla jeep e ad avvicinarci… io ero un po’ titubante ma scendo insieme agli altri e mi meraviglio di cotanta bellezza! Il Ghepardo, l’animale terrestre più veloce al mondo, è davanti ai nostri occhi e sembra un grosso gattone.

Dopo i leoni e i ghepardi tutti gli altri animali sembrano così normali, però devo ammettere che le Zebre hanno il loro fascino!

Safari in Sudafrica - le zebre
Sotto l’occhio vigile delle zebre

Dopo il primo safari della giornata ci rilassiamo tra stanza e piscina. Qui il tempo, pur essendo scandito benissimo, sembra fermarsi ed è una sensazione bellissima!

Alle ore 16:30 siamo pronti per un altro safari! Un’altra volta andiamo alla ricerca dei leoni, che riusciamo a scovare all’interno del letto di un fiume ormai secco e pieno di arbusti. Qui alcune jeep si avvicinano un po’ troppo, tanto che una delle leonesse li avverte con un ringhio! Ma prima di questo “attimo di nervosismo” ci divertiamo a vedere una scena di vita quotidiana: il leone è “in vena”, vorrebbe un rapporto con una delle leonesse che però non ha la stessa voglia. Si allontana la prima volta, poi una seconda, poi una terza… ma il leone non ci molla. Alla fine la leonessa lo porta da un’altra leonessa, come a dirgli: “provaci con lei!”. A questo gesto il leone capisce e decide di lasciar perdere, era proprio lei quella che voleva!

Safari in Sudafrica: il re della foresta
l Re della Foresta

Stasera Boma!

Alla fine di questa giornata ci aspetta una bella cena intorno al fuoco:il BOMA! E’ tipico dell’Africa: si cena tutti insieme, in cerchio intorno al fuoco, immersi nel bush o nella savana. E’ estremamente conviviale e ti dà la possibilità di parlare e conoscere un po’ tutti. Intorno al fuoco, come le tribù, ci si racconta e ci si scopre sempre un po’ di più. Anche questa volta la natura fa capolino portando tra di noi un bellissimo e spaventoso Scorpione! Ha fascino, è impossibile non rimanere affascinati. Eppure è bello vedere come tutti, a turno, non lo perdiamo mai di vista: dopotutto è pur sempre uno scorpione, non si sa mai!

L'ultimo safari
L’ultimo safari

Il nostro tempo per il safari in Sudafrica è finito e noi facciamo davvero fatica a lasciare questo splendido posto. Con difficoltà carichiamo la macchina e usciamo dalla riserva… ci rimettiamo sulla R42 e guidiamo piano verso Hoedspruit, l’aeroporto più piccolo mai visto. Eppure prima di arrivare vediamo i Bufali! Sul limitar della strada principale, all’interno di un’altra riserva, c’è un gruppo di bufali che si bagna in una pozza d’acqua!

Con questa immagine  e le lacrime agli occhi salutiamo il Sudafrica!


Qui trovate tutti i miei post su questo splendido mondo chiamato: Sudafrica!

On the road lungo la Panorama Route in Sudafrica: le tappe imperdibili

Il luogo più bello mai visto:

Il Capo di Buona speranza: il mio Finis Terrae

La splendida Cape Town:

https://www.vieniviadiqui.it/cape-town-amore-vista-1-parte/

2 commenti su “Safari in Sudafrica: Diario di viaggio”

  1. Che meraviglia dev’essere vedere una giraffa nel suo habitat. Con quegli occhioni dolci!! La scena del leone mi ha fatto molto ridere 😀 Sulle zebre leggevo che il loro mimetismo a strisce sarebbe un modo per confondere i predatori, perché se sono viste tutte insieme da lontano è molto difficile determinare il numero esatto e uno che volesse attaccarle sarebbe scoraggiato. Però non so se è vero o se era una cosa inventata 🙂

    1. La cosa sulle zebre l’ho letta anche io. Comunque in generale vedere gli animali nel proprio habitat è tutta un’altra cosa. È stata davvero un’esperienza bellissima e che consiglio a tutti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.