#Racconta la tua città: Pisa

Finalmente è di nuovo venerdì e torna l’appuntamento, ormai fisso, con #Raccontalatuacittà! Oggi ospitiamo una ragazza dolcissima, nonché una delle prime ad aver accettato di partecipare al progetto: Silvia ci porta a Pisa!

Quando ho deciso di partecipare a quest’iniziativa di Roberta non ci ho ragionato sopra due volte: ero molto entusiasta di parlare di Pisa. Quando poi mi son messa al PC per scrivere il mio post, mi son sentita in difficoltà. Non volevo fare la solita lista dei monumenti e degli scorci da vedere, per il semplice turista della giornata. Volevo raccontarvi com’è Pisa, com’è viverci e perché tante persone ci capitano per caso e poi ci rimangono, come me.

Il caso ha voluto che mi trovassi a scrivere finalmente quest’articolo nel momento in cui sto lasciando questa città, forse solo per qualche mese, forse per sempre. E in questi scatoloni, cosa metterò di Pisa?

La primissima cosa che ho notato quando ho iniziato a cercar casa in questa città è l’orgoglio: i Pisani amano la loro città e guai a toccargliela! Dicono che è un Paesone, perché è sì una città, ma è abbastanza piccola: dalla stazione alla Torre Pendente, passando per il Corso e il Borgo, basta una mezz’ora a piedi, molto meno in bici. È a misura d’uomo e perdersi è davvero difficile.

Selfie con la Torre

L’ho amata da subito per i meravigliosi Lungarni di cui anche Leopardi ha parlato: “Questo lungarno è uno spettacolo così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente, che innamora. Non ho veduto niente di simile né a Firenze né a Milano né a Roma. E veramente non so se in tutta l’Europa si trovino molte vedute di questa sorta.” Era il 12 aprile 1827. Vale tuttora.

La cosa più bella rimane però il tramonto dal Ponte di Mezzo e dal Lungarno Pacinotti, seduti ai tavolini del Caffè storico dell’Ussero oppure del Bistrot di Qua d’Arno. Oppure, perché no, mangiando il famoso gelato della Gelateria De’ Coltelli, che sorprende sempre con gusti nuovi.

Pisa mi ha fatto scoprire la forza del libeccio e la bellezza del sentire l’aria di mare in città, in qualsiasi stagione. Sì perché non è sul mare ma molto vicina: a quindici minuti di macchina (o di autobus, i collegamenti son abbastanza efficienti) c’è Marina di Pisa, bellissima d’inverno con i raggi del sole sugli scogli e ancor di più d’estate, quando la popolazione dell’entroterra si riversa nei “bagni”, gli stabilimenti balneari, che diventano luoghi con una vita a sé e per chi ci entra per i mesi estivi la sua vita sarà tutta lì dentro. Appena Marina finisce, inizia Tirrenia che fu tra il 1934 e il 1969 la Città del Cinema e tutt’oggi dalla Pisorno si possono vedere i vecchi studi cinematografici. Madame Sans Gene (1961) con Sofia Loren fu girato proprio qui.

Marina di Pisa

Oltre ai pisani, patriottici, orgogliosi e tradizionalisti, ci sono altre tre popolazioni fluttuanti della città, alcune più visibili e altre meno: i turisti, gli studenti e i militari. Da quando ho iniziato a girare per le stradine della città, mi son resa conto che il turismo qui è costante: stagioni in cui ce n’è di più, stagioni in cui ce n’è meno, ma ci son sempre. Americani, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli, russi, cinesi e giapponesi, tutti vengono a Pisa per un solo motivo: la Torre. Cercano poi un posto a caso dove mangiare e via, verso le Cinque Terre o verso Firenze. E poi dicono che Pisa è brutta o che c’è solo la Torre, per forza.

L’università di Pisa è tra le più prestigiose a livello nazionale ed europeo, i docenti son spesso gli stessi delle scuole d’eccellenza Normale e Sant’Anna, anch’esse a Pisa. Per questo motivo arrivano moltissimi studenti da tutta Italia, chi per iniziare e chi per specializzarsi. E quindi… festa! L’animo serale della città è molto attivo: locali e localini, piccoli club, apericene che fanno sempre il botto, paninari e kebabbari. Non che Pisa non dorma mai… però non va a nanna presto, ecco. J La movida pisana si concentra soprattutto nella zona di Piazza delle Vettovaglie, vicino a Borgo Stretto, e sotto i portici si possono trovare cocktail a pochi euro, locali più raffinati, paninari, birrifici ma soprattutto sempre tanti giovani che stanno lì, chiacchierano, si godono il tempo libero con gli amici. Un’altra zona di punta è Piazza dei Cavalieri: di giorno il luogo simbolo dello studio, di sera il luogo del relax degli stessi studenti, appunto.

Devo dire però che la maggior parte degli studenti è del sud e al loro accento Pisa ha già fatto l’orecchio. Altra storia invece, se vieni dal nord: occhi sbarrati se chiedi un pacchetto di caramelle in negozio. Piano piano ho cercato (e dovuto!) adattarmi al dialetto pisano e ne ho tratto un piccolo studio, che potete trovare qui: Ir Pisano.

Il discorso che riguarda i militari è ancor diverso: si riconoscono subito dalle basette fuori moda, dal taglio di capelli informe e l’essere sempre in gruppetti. Escono solo tra le 18 e le 21 e hanno un modo di fare completamente disadattato. Non sanno dove si trovano, son stati catapultati qui per una decisione non loro, lontani dalle famiglie e dagli amici, cercano di mimetizzarsi con gli studenti. In realtà li ammiro molto per la vita che hanno e ho conosciuto gente che lo fa davvero per un ideale. E giusto o sbagliato che sia, quando una persona ha il coraggio di seguire un proprio ideale è da ammirare. Tornando a noi, questi ragazzi sono allievi del Centro Addestramento Paracadutisti Folgore e sono alle prime fasi della loro carriera militare, stanno vivendo i loro primi mesi di una vita nuova.

Dopo aver fatto questa panoramica vi svelo una cosa: nella vostra vita quotidiana a Pisa non conoscerete nessuno “di Pisa”. E’ così: io vengo da lì, tu da là, lui da più in là ancora. Ma allora, com’è questa città? È la città di cui ti innamori vivendoci, ti attrae e rimani legato: ti appassioni alla tradizione, al pane, alla cucina, ai Borghi, alla gente. E non te ne vai più, perché ti senti parte di una comunità. E’ un Paesone perché se esci di casa per fare le tue commissioni devi calcolare che farai almeno mezz’ora di ritardo per le persone che incontri, per chi ti offrirà il caffè o chi ti verrà in mente di passare a salutare. Ed è piacevole, è familiare. Sentirsi soli è vietato!

Detto questo, Pisa offre delle meraviglie artistiche che non vanno tralasciate: adoro la Chiesa della Spina, per esempio, son curiosa di vedere il Museo di San Matteo, il Palazzo Blu ospita sempre mostre molto interessanti (quest’anno c’è stato Toulouse Lautrec e in autunno inizierà la mostra su Salvador Dalì), S. Michele degli Scalzi ha la seconda torre pendente più famosa della città e la Cittadella è il bastione di vedetta più bello che ci possa essere. Poi c’è la regina della città: Piazza dei Miracoli. Non andateci solo di giorno, in mezzo a tutti i turisti con le mani per aria; di sera c’è un’atmosfera di magia: più volte mi son seduta sugli scalini del Duomo e ho guardato affascinata la Torre, dal punto in cui si nota di più la sua particolarità.

Piazza dei Miracoli vista dalla Cittadella

Lei è lì e non molla. Ci dice ogni giorno che se ce la fa lei, ce la possiamo far tutti: ha trasformato la sua sfortuna, la sua caratteristica, nel suo punto di forza.

Se vorrete continuare a seguirmi, trovate mie notizie sul mio blog! In particolare, qui vi racconto dove (forse) andrò a finire con il mio trasloco.

2 commenti su “#Racconta la tua città: Pisa”

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