#Racconta la tua città: Firenze col passeggino!

Un nuovo articolo per la Rubrica del Venerdì in cui Guest Blogger ci raccontano la propria città! Oggi andiamo a Firenze insieme a Leonardo di Valigie a due piazze e mezzo, che da bravo padre di famiglia ci dà consigli su come visitare la sua città, anche se muniti di passeggino!

Dopo una abbondante colazione in uno dei tanti caffè del centro, il nostro itinerario parte dal fulcro centrale della città gigliata: Piazza Della Signoria, probabilmente la piazza più bella del mondo, dominata dal maestoso Palazzo Vecchio e dalle arcate della Loggia dei Lanzi. All’angolo sinistro la fontana del Nettuno, detta il “Biancone”. Davanti all’entrata sulla piazza, a sinistra delle scale di ingresso al Palazzo Vecchio, si erge una delle due copie del David di Michelangelo (l’originale si trova alla Galleria dell’Accademia, l’altra copia a Piazzale Michelangelo).

Firenze - David di Michelangelo

La costruzione di Palazzo Vecchio ha avuto inizio nel 1299 per opera di Arnolfo di Cambio, successivamente ,sino al 1592, è stato ampliato da altri famosi personaggi come il Vasari ed il Buontalenti. Sopra di esso campeggia la splendida torre dell’Arnolfo alta 94m con doppi sporti merlati (simbolo della città). All’interno del palazzo, da segnalare al primo piano lo splendido salone del cinquecento che contiene le raffigurazioni della gloria fiorentina e del potere mediceo soprattutto attraverso i dipinti di Giorgio Vasari. Le pareti in origine dovevano essere affrescate da Leonardo e da Michelangelo, il primo cominciò ad affrescare le pareti con “la battaglia di Anghiari” ma abbandonò l’opera perché tradito da colori sperimentali. Per quello che riguarda i passeggini non sono ammessi all’interno del percorso museale di Palazzo Vecchio; è possibile lasciarli gratuitamente al guardaroba dopo la biglietteria insieme alle borse ingombranti. Se non si dispone di un mezzo alternativo al passeggino non consigliamo (a malincuore) di avventurarsi nel percorso all’interno di Palazzo Vecchio perché potrebbe risultare un po’ troppo lungo e faticoso per i bambini piccoli. Uscendo dal palazzo e tornando sulla piazza spicca sulla sinistra la Loggia dei Lanzi. Questo vero e proprio museo a cielo aperto è formato da grandi arcate di pietra arenaria a tutto sesto, sorrette da eleganti pilastri con capitelli a triplice giro di fogliami. Da segnalare il Perseo in bronzo di Benvenuto Cellini, il ratto delle Sabine e Menelao che sorregge il corpo di Patroclo.

Passando da Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi si entra nel piazzale degli Uffizi, capolavoro architettonico del Vasari, fiancheggiato da portici che nella lunga sfilata di colonne crea una ineguagliabile prospettiva sino all’Arno. Sul piazzale, si affaccia il palazzo degli Uffizi che ospita l’omonima galleria detta Galleria degli Uffizi, considerata la più bella e ricca del mondo insieme al Louvre di Parigi ed al British Museum di Londra. Fra le opere qui conservate segnaliamo: l’Annunciazione del Botticelli; gli uomini illustri di Andrea del Castagno; la Madonna in trono col Bambino Angeli e Santi; la Madonna in maestà del Cimabue; la nascita di Venere e la primavera del Botticelli; l’adorazione dei magi di Leonardo da Vinci; la Madonna del Cardellino di Raffaello; la Venere di Urbino di Tiziano.

Valutate benissimo se intraprendere la visita degli Uffizi con il passeggino, all’interno sono a disposizione ascensori e bagni attrezzati con fasciatoi per i più piccoli.

Firenze particolari

Da Piazza Signoria imbocchiamo la prima traversa a sinistra, entrando in Via Porta Rossa e percorrendola per circa 100m arriviamo alla Loggia del Porcellino, sede di uno dei più caratteristici mercatini di paglie e di pelle di Firenze. Dal mercato del porcellino percorriamo tutta Via Por Santa Maria fino a raggiungere l’Arno proprio all’imbocco di Ponte Vecchio. Dopo aver trascorso una giornata nella storia del rinascimento vi consigliamo di rifocillarvi con un buon caffè in uno dei bar del centro, oppure rilassarvi e rilanciare la serata con una bistecca e del buon Chianti Rosso !

Buona visita amici con il passeggino !

Roberta
Calabrese di nascita, emiliana di adozione. Se si potessero studiare i miei geni si troverebbe qualcosa di legato ai viaggi. Per anni viaggiare era un modo per evadere da una vita che mi stava stretta: "a chi mi domanda la ragione dei miei viaggi rispondo che so bene quel che fuggo ma non quel che cerco." Adesso viaggio perché ho un continuo bisogno di scoprire, esplorare, conoscere, assaggiare. Amo viaggiare e scrivere, e poi di nuovo viaggiare e scrivere, senza sosta. Benvenuti nel mio piccolo mondo di viaggi, esperienza e vita!

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  1. Il legame più sorprendente, ma non l’unico, che collega la Sindone di Torino con le opere pittoriche di Leonardo da Vinci, è nella somiglianza del volto contenuto nell’immagine della ferita al costato della Sindone, con il volto urlante del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di Leonardo realizzata a Firenze a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento. Capolavoro conosciuto tramite riproduzioni e copie. Sebbene l’immagine della ferita al costato sembri sempre leggermente differente nelle varie riproduzioni fotografiche, un po’ come l’Autoritratto di Leonardo. Riprodotta includendo anche parte dello spazio alla sua destra e sinistra, mostra caratteristiche comuni con il guerriero centrale con il berretto rosso ripreso ad esempio dalla Tavola Doria che riproduce della Battaglia di Leonardo, la Lotta per lo stendardo. Naso pronunciato, bocca spalancata, il labbro superiore quasi attaccato al naso. Fa quasi più paura il volto contenuto nella ferita al costato della Sindone, che il guerriero con il copricapo rosso, come appare nelle varie copie della Battaglia. Il legame non sarebbe solo di tipo figurativo, (la somiglianza dei due volti), ma anche di tipo funzionale. Giacché la ferita al costato a Gesù fu procurata da una lancia da parte di un soldato (Vangelo di Giovanni 10,34). Mentre nella Battaglia di Anghiari, la Lotta per lo stendardo verte attorno al possesso di una lancia. Inoltre mentre nel violento furore parossistico della Battaglia di Leonardo assistiamo al mutarsi degli uomini in cavalli e viceversa. La guerra rende l’uomo una bestia. La Sindone invece indicherebbe la trasfigurazione gloriosa di Gesù. Ma i geni hanno un volto somigliante, un intelligenza simile e producono opere analoghe. Gesù volto e modello archetipo del genio. L’immagine della ferita al costato è la “prova” della presenza attuale della Battaglia di Anghiari, dietro gli affreschi del Vasari a Firenze, nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Cfr. ebook/kindle: La Sindone di Torino e le opere di Leonardo da Vinci. Analisi iconografica comparata. Grazie

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