Travel Italia #Racconta la tua città: Palermo - La Zisa

#Racconta la tua città: Palermo – La Zisa

Raffaella è la prima Guest Blogger a partecipare al progetto “Racconta la tua città“. Ci porta nella sua Palermo, alla scoperta di un sito, patrimonio dell’Unesco, conosciuto ancora da pochi.

La Zisa

Nel centro storico di Palermo è concentrato il patrimonio storico-culturale di maggior interesse, adatto a chi, per due o tre giorni, vuole focalizzare la propria attenzione in un’unica area. Per chi rimane qualche giorno in più, il consiglio è di rivolgersi a quei gioielli fuori mano, raggiungibili a volte camminando a piedi, a volte in bus, a volte girando semplicemente l’angolo: è questo il caso della Zisa, dieci minuti a piedi dal b&b Piccola Sicilia. Il castello si trova in un’area popolare ma riveste un’importanza enorme nella storia della città, tanto da essere stato riconosciuto dall’Unesco nel luglio del 2015 come patrimonio dell’Umanità, insieme ad altri monumenti del percorso arabo-normanno.

La Zisa vista dall'alto
La Zisa – vista dall’alto

Il palazzo

La Zisa, il cui nome deriva dalla parola araba El Aziz, la Splendida, si trova all’interno dell’ex parco del Genoardo, il Paradiso in terra, riserva di caccia dei re normanni. Il monumento infatti non è di epoca araba, ma è stato fatto costruire sullo stile dei palazzi degli emiri, da Guglielmo I (e poi completato dal suo successore Guglielmo II).

Si presenta come un parallelepipedo con pianta rettangolare suddiviso tra sale pubbliche nella parte centrale e sale private nei due lati. Nella parte più corta di ogni lato sono presenti alte torri aperte, che garantivano la circolazione dell’aria, attraverso un complesso sistema di ventilazione studiato dagli arabi. La sala principale, detta Sala della Fontana, si trova al piano terra ed è caratterizzata da un’aquila reale, posizionata all’interno di una nicchia, dalla cui bocca sgorga l’acqua, che scorre lungo un lastrone a zig-zag, che prosegue poi in due vasche che segnano il passaggio dal quadrato al cerchio, con tutta la loro valenza simbolica di perfezione.

stele
La Stele

La sala al piano superiore è chiamata Sala del Belvedere, originariamente aperta. Se ci si posiziona al centro di essa è possibile vedere dalle due finestre, da un lato la montagna, la cui vetta è incastonata nel finestrone, e dall’altro lato il mare. Certo, la giornata deve essere serena, senza foschia o nebbia, e per vedere il mare ci si deve ora spostare nella finestra della nicchia laterale, ma lo spettacolo della sensazione di essere al centro delle forze della natura non ve lo toglie nessuno.

Il palazzo è aperto alle visite tutti i giorni dal martedì al sabato dalle 9 alle 19 (la biglietteria chiude mezzora prima) e la domenica e il lunedì dalle 9 alle 13. Si accede tramite scale, non è adatto ai diversamente abili.

I diavoli della Zisa

Nell’arco d’ingresso dipinto della sala della Fontana sono ritratte figure mitologiche di varia misura, alcune anche molto piccole, che spuntano dalle soffici nuvole di questo ovale. Alcuni riconoscono Giove, Nettuno, Plutone, altri li chiamano semplicemente diavoli. Questo perché si narra che un tesoro di grande importanza sia sepolto là dentro o nelle vicinanze. Chi vuole trovare il tesoro deve alzare lo sguardo verso l’arco e poter contare i diavoli che ne sono custodi. Ma questi, birbanti e irriverenti, si muovono in continuazione facendo perdere il conto a chi ci prova. Ma non demordete, tentate sempre e comunque!

Cosa vi potrebbe affascinare

  • la stele funeraria conservata nelle sale interne: contiene un’iscrizione in quattro lingue, arabo, ebraico, greco e latino, a testimonianza di quanto fossero diffuse le comunità che le parlavano e la tolleranza nei confronti delle diverse religioni
  • i resti delle antiche terme romane che si trovano prima di entrare nel palazzo
  • il fatto che sia all’interno di una zona molto popolare: una perla sepolta dai palazzi anni Settanta
  • la raffinatezza della semplicità
  • le nicchie alveolate
  • i mosaici che contrastano con i dipinti
  • il sistema di ventilazione
  • l’impossibilità di contare i diavoletti…
Roberta
Calabrese di nascita, emiliana di adozione. Se si potessero studiare i miei geni si troverebbe qualcosa di legato ai viaggi. Per anni viaggiare era un modo per evadere da una vita che mi stava stretta: "a chi mi domanda la ragione dei miei viaggi rispondo che so bene quel che fuggo ma non quel che cerco." Adesso viaggio perché ho un continuo bisogno di scoprire, esplorare, conoscere, assaggiare. Amo viaggiare e scrivere, e poi di nuovo viaggiare e scrivere, senza sosta. Benvenuti nel mio piccolo mondo di viaggi, esperienza e vita!

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Comments

    • Assolutamente d’accordo con te! Io ci sono stata soprattutto da ragazza… partendo dalla Calabria abbiamo fatto varie gite. Poi a Palermo nel 2013 con un gruppo di padani… ci siamo divertiti un sacco e Palermo è davvero stupenda! Poi Raffaella ne parla con un amore che ti trascina!

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