La mia Birmania

Quando si torna da un viaggio in Myanmar sono tanti i pensieri da riordinare e le emozioni da decodificare.
Di sicuro un viaggio in Myanmar non può essere una vacanza; può essere un’esperienza.


Per descrivere la “mia” Birmania, ho scelto 5 buoni motivi per visitarla:
1. Assistere alla nascita di uno Stato democratico. La dittatura militare che ha oppresso la popolazione per quasi 50 anni è finalmente terminata. Questo ha permesso alla “Signora” Aung San Suu Kyi e ai suoi collaboratori, di guidare il Myanmar verso una trasformazione pacifica. L’accoglienza dell’altro, anche quando si tratta di chi ti ha torturato, incarcerato o tolto ogni libertà, potrebbe sembrare un’utopia. Non lo è. Come già accaduto in Sud Africa, anche qui si cerca di ricostruire la dignità di uno Stato con la coesione sociale e politica, non con l’odio o la vendetta. Viaggiare attraverso il Myanmar in questo periodo, è un privilegio unico.

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2. Conoscere la tensione verso “la donazione” che solo i Birmani hanno. Il popolo al mondo che proporzionalmente dona di più è, paradossalmente uno dei più poveri. Ogni uomo, donna o bambino in Myanmar conosce il senso della donazione ed è impossibile non imbattersi, soprattutto al mattino, in file di monaci o monache che, con le loro ciotole, raccolgono il riso e tutto ciò che può servire per la loro sussistenza o, lungo ogni strada principale, incontrare gruppi di persone che raccolgono donazioni per aiutare il prossimo in difficoltà (terremoti, alluvioni…) o per costruire un nuovo tempio. Ecco allora che anche a noi occidentali, verrà sempre offerto qualcosa da bere, un po’ di arachidi o di insalata di foglie di the ogni volta che ci capiterà di visitare la casa di qualche birmano. L’ospitalità è una “ricchezza” che si percepisce ad ogni passo.

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  1. Vedere i sorrisi e gli sguardi più pacati e sereni. Nessun birmano vi negherà mai un sorriso o uno sguardo accogliente. Non sempre la lingua vi aiuterà a comprendere ciò che vi circonda ma i gesti, l’amorevolezza e il senso di accettazione vi permetterà di capire l’altro, anche profondamente.dscn0363
  2. Entrare in contatto con persone tenute al di fuori del mondo per tantissimo tempo. Ogni volta che incontrerete qualcuno non potrete non notare il fortissimo desiderio di aprirsi al mondo, di conoscere ciò che esiste al di fuori del Myanmar. Molti hanno trascorso tanti anni in carcere o hanno vissuto l’orrore della persecuzione politica o molto più semplicemente sono stati costretti a rimanere all’interno del loro villaggio; oggi i loro occhi vogliono guardare oltre, verso un mondo che finalmente è diventato raggiungibile, anche solo attraverso lo schermo di uno smartphone collegato ad internet.dscn0542
  3. Percepire concretamente la speranza per un futuro migliore. A noi occidentali, così abituati alla democrazia e alla libertà sembrerà irreale vedere tanta speranza negli occhi dei birmani. C’è molto desiderio di futuro, di progresso ma non solo: di felicità. Sarà allora una occasione fantastica anche per noi, per riscoprire la gioia della conquista delle libertà individuali, della speranza per il domani e della ricerca di una felicità nuova per il popolo, non solo legata allo sviluppo e all’aumento del PIL.copia-di-dscn0994

Questi sono i miei primi 5 motivi per andare in Myanmar, oggi. Certamente non erano quelli che mi ero immaginata quando sono partita.
Mi aspettavo di rimanere senza fiato davanti alla distesa di stupa e templi di Bagan,

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di innamorarmi della maestosità del fiume Irrawaddy, di perdermi nella leggerezza del gesto dei pescatori del lago Inle,

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di divertirmi nel caos tipico delle città orientali a Yangon e Mandalay, di inebriarmi di odori (profumi e puzze) nei mercati dei villaggi, di stupirmi davanti alle migliaia di rappresentazioni del Buddha, di confondermi tra i colori dei tessuti dei negozi, di scoprire nuove e inaspettate tonalità di verde nelle distese di campi e risaie o di rossi nelle terre dello stato Shan, di riconoscere dai visi e dai vestiti alcune delle tantissime etnie presenti, di rimanere ore ad osservare il cambiamento di colore dell’oro della Shwedagon Pagoda al mutare delle ore del giorno e della notte… E così è stato.
Ecco allora che tutta questo e molto di più, mi è entrata nel cuore ed è diventata la “mia Birmania”.

2 commenti su “La mia Birmania”

  1. Questo paese mi ha rubato il cuore, sono anni che sto tentando in tutti i modi di andarci, spero che agosto sia il momento giusto. Intanto grazie per questi 5 motivi per…. interessanti!

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