Italia Lazio Pasta alla Gricia: dalla Roma antica arriva il guanciale!

Pasta alla Gricia: dalla Roma antica arriva il guanciale!

Il nostro viaggio nel gusto abbatte davvero tutte le barriere! Da quelle geografiche (per ora siamo ancora in Italia ma presto ci sposteremo!) a quelle temporali.

Oggi voglio farvi viaggiare nell’antica Roma. Ma non nella Roma dei consoli e dei patrizi, ma nella Roma plebea e contadina. Quando ancora patate e pomodori non si conoscevano nemmeno per nome. Quando la carne era un lusso di pochi e ai più non rimaneva che arrangiarsi con ciò che si aveva o con ciò che i ricchi scartavano.

Il gunciale del maiale faceva proprio parte di questi “scarti”, ma era (ed è fortunatamente!) della ottima carne da mangiare! E i contadini come lo mangiavano? Arrostito e condito col pecorino!

E questa non è altro che l’origine remotissima di un piatto che ad oggi, assieme alla carbonara, è il simbolo di Roma: l’amatriciana. Ma prima di giungere a questo traguardo culinario, questo piatto deve evolversi in un’altra pietanza squisita, e anche più semplice da preparare, protagonista oggi del nostro viaggio:

La pasta alla Gricia

spaghetti-alla-gricia

Come si diceva prima, il pomodoro giunse in Italia in un periodo successivo, quindi in origine la nostra amatriciana era bianca, e dunque per la pasta alla gricia non serve il pomodoro. Togliamo la cotenna al nostro guanciale e tagliamolo a listarelle. Attenzione a non farle troppo piccole: i nostri contadini romani lo tagliavano a pezzetti grossolani e, credetemi, avevano ragione! Mettiamo poi il guanciale in padella antiaderente. Non aggiungiamo olio, perché il grasso stesso della carne, sciogliendosi, creerà un sughetto davvero delizioso. Mettiamo a cuocere la pasta: rigorosamente rigatoni se vogliamo seguire l’antica tradizione. Aggiungiamo un po’ di acqua di cottura al guanciale.
Scoliamo la pasta un po’ al dente e la mettiamo in padella assieme a guanciale, andando a grattugiarci sopra un bel po’ di pecorino (scegliamo sempre il pecorino romano). Usiamo i buchi grossi della grattugia, perchè, sempre su consiglio dei saggi antichi, viene più buono!

Andiamo quindi ad impiattare, avendo cura di sistemare le nostre listarelle di gunciale sopra la pasta, in modo da offrire anche alla vista, oltre che al gusto e all’olfatto, la sua giusta parte. Altra spolverata di pecorino e il gioco è fatto! Il risultato è talmente tanto buono che arriverete a fine piatto con rammarico!

Stanchi di stare in Italia? Non credo proprio! Continuate comunque a viaggiare con noi!

Alla prossima!

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