Crocchette di patate: lo street food di casa nostra!


Se non ti lecchi le dita, godi solo a metà!

Quando mangi i Fonzies è sicuro! Devi leccarti le dita! Magari non così platealmente davanti a tutti ma… devi farlo è più forte di te! A me capita in un sacco di altre occasioni, soprattutto perchè il famoso “finger food” è fatto apposta per esser mangiato, appunto, con le mani. Non è che dovevano arrivare gli americani, con i loro nuggets e compagnia bella, a portare il finger food in Italia. Nel nostro paese c’è una gustosissima gamma di stuzzichini, che son come le ciliegie: inizi con uno, poi prendi il secondo, il terzo manco tene accorgi…

Dove si ferma oggi il nostro viaggio? In una speciale cucina…

Partiamo da un ricordo: nella mia famiglia ci sono diverse nonne! Molte sono acquisite, come questa nonna di cui vi parlerò.Si chiama Nonna Rosaria, e anche se non è mia nonna, ma una zia della mia mamma, per noi ragazzi sarà sempre “Nonna Rosaria”. Le sue crocchette di patate erano insuperabili! E ancora oggi, noi tutti proviamo a farle, ma nulla da fare… le sue rimangono le più buone in assoluto! Talmente tanto buone, che anche a distanza di diversi anni, chi le ha assaggiate, ha ancora il sapore sulle labbra e briciole della panatura perfetta tra i denti!

Attraversiamolo tutto questo ricordo! Immaginate una ampia cucina con al centro un grande tavolo rotondo e seduta lì, con le spalle ai fornelli, Nonna Rosaria, che, dopo aver lessato le patate le sta pelando. Non importa se sono ancora calde, le sue mani ci sono abituate! Una volta pelate, vanno passate nello schiacciapatate, ma Nonna Rosaria preferiva usare il tritaverdure… il “passino” per chi mi capisce!

Nonna Rosaria nel suo regno
Nonna Rosaria nel suo regno

Poi si passa al condimento di queste patate, che è fondamentale! L’uovo: c’è chi mette solo il tuorlo… Errore madornale! La patata si indurirà e addio spettacolo! L’uovo va messo intero, proprio come faceva Nonna Rosaria Il sale è ancora un mistero: ci sono patate che nonostante i chili di sale aggiunto resteranno sempre dolci per cui mi rassegno e cerco di non esagerare! Non dimentichiamo la spolveratina di pepe! Le crocchette di Nonna Rosaria sono ripiene! Lo sapevo che questo viaggio mi avrebbe fatto venire la nostalgia! Comunque, coltello alla mano e vaschetta di nodini di mozzarella accanto, Nonna Rosaria sminuzzava a pezzi grossolani…aggiungendola alle patate “se la mozzarella non fila non sei nessuno”! Altra chicca è il cubetto di salume… Macchè cubetto! Nonna Rosaria apriva la carta di mortadella appena affettata, il cui profumo andava a spargersi in tutta la casa e giù a sminuzzare nel composto!

Il gioco pare fatto, invece… Dopo aver dato la tipica forma alle crocchette ci va fatta la panatura! Le persone normali che ci provano, panatura singola o doppia… Una volta nell’olio caldo le crocchette si spappolano, perchè la mozzarella inizia a filare… Quelle di Nonna Rosaria no!!!! Intere fino all’ultima briciola di panatura!

Dicevamo: modellate con le mani un po’ di composto a formare un piccolo siluro… Nonna direbbe: “la forma a curchè”! E’ così infatti: la crocchetta ha quella tipica forma…a crocchetta! Passare la crocchetta prima nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. La doppia panatura non serve a mio avviso, ma volendo tentare di mantenere la forma anche dopo cotte, si può optare per un secondo giro nell’uovo e nel pangrattato. Olio bollente e abbondante nella padella. Il livello della doratura va a gusti… Quelle di Nonna Rosaria erano perfette! Tutte uguali! Una croccantezza incredibile!

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Crocchette ti patate ripiene

Mamma mia che viaggio oggi! Secondo voi alla fine della crocchetta di Nonna Rosaria possiamo trattenerci dal leccarci le dita? Assolutamente no! Ah, ultima chicca… Quando le facevi notare che le sue crocchette erano insuperabili, lei col suo fare un po’ burbero ti rispondeva “esagerata! che ci vuole a farle”

Eh…ci voleva Nonna Rosaria… solo lei…

Non abbandoniamoci alla malinconia… il nostro viaggio è ancora lungo…

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