Prendere un anno di aspettativa e partire: come e perché farlo nella scuola!

Ultimamente ho scritto un post polemico su quelli che mollano tutto e vivono di viaggi (non dirmi che non l’hai letto? Rimedia subito, leggi il post!). Essendo un post polemico capirete che non è proprio il genere di cose che farei. E poi se mi conoscere un po’ e mi seguite sul blog sapete che io amo troppo il mio lavoro per poter decidere di mollare tutto e partire. E infatti non lo farò! Però devo ammettere che molte volte ho pensato: “Ah se avessi un po’ di tempo da dedicare ai viaggi!”, Oppure : “Come vorrei vedere l’aurora boreale, peccato che io l’inverno sono bloccata a scuola!” Ecc Ecc

E ogni volta che questi pensieri affioravano nella mia mente, la risposta era sempre questa: prendere un anno di aspettativa! Sì, ci ho pensato tante volte e se ancora non l’ho fatto non vuol dire che prima o poi non lo farò! L’importante è sapere che c’è questa possibilità e vi assicuro che non è poi così complicato.

Io intanto mi sono informata e ho avuto anche modo di leggere una guida che ti spiega passo passo come fare: Piccolo manuale sull’aspettativa di Paola Bertoni è appunto un manuale in cui in poche pagine c’è spiegato perché e come prendere l’aspettativa. E’ molto valido, sia per i lavoratori pubblici che privati. Ci sono tutti i riferimenti alle leggi e la parte burocratica da conoscere. Inoltre dà delle dritte interessanti su quali lavoretti poter svolgere durante questo anno, senza rischiare di perdere il nostro lavoro (sempre per la storia che noi non vogliamo mollare proprio niente). Ma soprattutto ti fa proprio venire voglia di farlo! Diciamo che se si è un minimo indecisi, vi basterà leggere le sue parole per prendere la decisione giusta!

Solo una cosa non ho trovato su questo manuale, la parte relativa ai lavoratori pubblici… ma visto che ci sono dentro so quanto sia difficile barcamenarsi nella burocrazia dei contratti pubblici, soprattutto quelli della scuola. E visto che io ho molte lettrici tra le mie colleghe maestre, sono andata alla ricerca della normativa di riferimento, così da poter completare l’opera del manuale.

Prendere l’aspettativa e partire: normativa per le maestre!

 L’aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio è espressamente prevista dal CCNL comparto Scuola. Può essere richiesta senza soluzione di continuità (fino a 12 mesi) o per periodo frazionati. In quest’ultimo caso, nell’arco di un quinquennio, non può superare i 30 mesi (2 anni e mezzo).

Può essere presa per motivi di studio: completamento di un corso di laurea o dottorato di ricerca.

Oppure per motivi personali o familiari: in questo caso le esigenze del lavoratore possono identificarsi con tutte quelle situazioni configurabili come meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto attengono al benessere, allo sviluppo ed al progresso dell’impiegato inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola (Corte Conti, sez. contr., 3 febbraio 1984, n.1415).

Richiesta da presentare per richiedere l’aspettativa:

il dipendente è obbligato a presentare, con ragionevole anticipo, una “motivata domanda” (art. 69 del DPR n. 3/1957) al proprio dirigente scolastico. Tale domanda dev’essere redatta per iscritto, in carta semplice, e contenere la ragione per cui è richiesta l’aspettativa, la data di decorrenza e la durata dell’assenza. Il dipendente dovrà inoltre motivare la richiesta esplicitando le condizioni personali, familiari o di studio che hanno portato a tale richiesta.

Tempi di concessione della domanda di aspettativa:

Il dirigente deve prendere la decisione per la concessione dell’aspettativa entro 30 giorni dalla data di consegna della domanda. Una volta concessa l’aspettativa da parte del dirigente scolastico, tale provvedimento assume la veste di decreto e deve essere trasmesso, unitamente all’istanza in carta semplice prodotta dal dipendente, alla documentazione eventualmente presentata e al parere favorevole emesso dal dirigente, alla Ragioneria provinciale dello Stato per il visto. L’aspettativa infatti non è retribuita e di conseguenza incide sul trattamento economico.

L’aspettativa può essere negata dal dirigente scolastico?

Sì! Il dirigente può negare l’aspettativa, o concederla ma per periodi inferiori rispetto a quelli richiesti dal dipendente, esclusivamente per motivi di servizio, che dovranno essere enunciati nel provvedimento!

Questa è la parte relativa alla scuola per richiedere l’aspettativa e partire, per tutto il resto fate riferimento al Piccolo Manuale sull’aspettativa. Ma soprattutto, se sentite di volerlo fare, se avete il piedi che friggono, se ci avete pensato mille volta ma non vi siete mai decisi, se mentre leggete questo post state già immaginando tutto quello che potreste fare in questo anno e quanto sarete rigenerati al rientro… ecco se sentite tutto questo allora è giunto il momento di farlo.

Io ancora non ci sono arrivata, ma il giorno che arriverò a questo vi assicuro che ve lo farò sapere. Se invece qualcuno l’ha già fatto e me lo vuole raccontare, scrivete nei commenti, sono curiosa di leggere le vostre esperienze!

6 commenti su “Prendere un anno di aspettativa e partire: come e perché farlo nella scuola!”

  1. .. ho mollato la scuola per prendermi un anno di aspettativa ma non sono più tornata. Nel frattempo sono passati cinque anni e adesso come adesso la scuola mi fa paura.

    Dai prenditi quell’anno sabatico .. anche se ami la scuola!

    1. Wow che storia! E ora cosa fai nella vita? Hai cambiato lavoro?
      Comunque se ti può consolare la scuola spaventa anche me… ma credo di essere brava nel mio lavoro, per questo non mollo.
      Ma un giorno un periodo di aspettativa mi sa che me lo prendo!

    1. Davvero hai questa paura? Io ho paura di finire tutti i soldi che ho da parte e poi essere obbligata a stare ferma per un po’ prima di poter recuperare qualcos’altro da spendere in viaggi ovviamente!

  2. Purtroppo la parte normativa del settore pubblico è davvero troppo ingarbugliata per inserirla tutta in un manualetto per orientarsi sull’aspettativa, rischiavo di perdermi nelle varie leggi e leggine e farlo diventare un libro enorme 🙂 Il mio e-book voleva essere proprio un aiuto a chi è indeciso e ha bisogno di capire cosa significa richiedere aspettativa; prima di scrivere la fatidica lettera al datore di lavoro è sempre necessario ricontrollare il proprio contratto collettivo e l’eventuale contratto integrativo che in alcuni casi è molto più favorevole rispetto alle leggi generali. Grazie per la tua recensione!

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